Posts Tagged ‘traduzione’

Prime frasi dal greco

esercizi

 

Per allieve e allievi dell’Uni3, le prime frasi elementari da tradurre. Oltre a vederle qua sotto, potete scaricarle dalla sezione UNI3, come al solito.

Naturalmente, chi non avesse tradotto gli esercizi sulla prima declinazione, giacché non ci vedremo per 15 giorni, può approfittarne ora 🙂

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Ecco la seconda!

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Seneca

 

Che fortuna!! Facile, breve, Seneca! Tre elementi a vostro favore.

Ecco testo e traduzione.

seneca esame

seneca esame trad

Gli epigrammi ellenistici

Propongo qui alla Quinta una breve antologia (in traduzione) degli epigrammi di Anite, Nosside, Leonida e Asclepiade.

A complemento di quelli da tradurre.

Scarica qui il file

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Nosside di Locri

 

Alessandro e Diogene – Plutarco

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Plutarco

Ecco una traduzione della versione proposta alla Quinta nell’ultimo compito in classe di greco:

Non appena i Greci si furono radunati vicino all’Istmo ed ebbero decretato di compiere una spedizione militare con Alessandro contro i Persiani, egli (Alessandro) fu proclamato comandante supremo.

Poiché molti uomini politici e filosofi gli erano venuti incontro e si congratulavano con lui, Alessandro sperava che avrebbe fatto la stessa cosa anche Diogene di Sinope, il quale soggiornava nei dintorni di Corinto. Ma siccome quello, avendo pochissima considerazione di Alessandro, passava il tempo nel Cranèo, egli stesso si diresse verso di lui; (Diogene) si trovava sdraiato al sole e poiché gli stavano venendo incontro tanti uomini, si tirò un po’ su a sedere ed osservò attentamente Alessandro. Quando egli, salutatolo e rivoltagli la parola, gli chiese se per caso avesse bisogno di qualcosa, rispose: «Spostati un po’ dal sole». Si dice che a queste parole Alessandro avesse tanto ammirato l’orgoglio e la grandezza (d’animo) di (quell’) uomo, che, mentre quelli del suo seguito (lo) deridevano e lo sbeffeggiavano, affermò: «E invece io, se non fossi Alessandro, vorrei essere Diogene>>.

 

Per laboratorio in Terza

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Per la Terza:

Per poter organizzare un laboratorio di traduzione prima del compito del 7 novembre, sabato 5 novembre la classe non farà l’ora di latino (la quarta), che verrà sostituita da un’ora di greco. Il sabato successivo (il 12 novembre) avverrà il contrario: la classe non farà la quinta ora di greco, che verrà sostituita da un’ora di latino.

Prendete nota.

Contro la scuola facile

mastrocola
Vi propongo una riflessione di  , da Il Sole 24 Ore – E’ del  29 maggio 2016, ma è sempre molto interessante.Commentate se volete. 

(…) Il punto è questo: nessuno dice esplicitamente di voler abolire il liceo classico, né il latino allo scientifico; ma molti dicono di voler cambiare (ridimensionare?) la seconda prova agli esami di maturità: la traduzione.

La proposta innovativa è di ridurre il testo da tradurre, e non chiederne più solo una mera traduzione, ma fare anche domande sul contesto, la storia, la letteratura, l’autore, la sua opera, le sue idee. Il fine dichiarato è di rendere più affascinanti materie ostiche, e mediamente poco amate, come il latino e greco, fare in modo che il loro studio appassioni i ragazzi dell’era digitale (…)

Leggi tutto l’articolo (seppure un po’ lunghetto)  cliccando qui

 

Ed ecco la seconda prova: Isocrate

isocrate

Isocrate

Non è affatto vero che era facile!!

Prima una traduzione, poi il testo proposto:

«Vedo che coloro che prediligono l’ingiustizia e ritengono sia un bene sottrarre qualcosa agli altri, patiscono la stessa sorte degli animali. In un primo tempo godono di quanto hanno ottenuto, ma poco dopo sono in balìa dei mali più terribili. Mentre quelli che vivono con pietà e giustizia trascorrono il tempo presente nella sicurezza e nutrendo più dolci speranze per l’eternità. Anche se questa situazione non avviene sempre, il più delle volte la realtà assume tale forma. Bisogna dunque che gli individui assennati, dal momento che non sappiamo distinguere quello che ci sarà sempre utile, mostrino di prediligere ciò che spesso giova. Ma si comportano nella maniera più irragionevole di tutti coloro che, pur considerando la giustizia consuetudine più bella e più gradita agli dei dell’ingiustizia, ritengano che chi la pratichi vivrà peggio di chi abbia scelto la malvagità. Avrei però voluto, come è ovvio, lodare la virtù, così da convincere gli ascoltatori ad esercitarla. Ma ora temo di parlare invano. Siamo stati, infatti, corrotti per molto tempo da uomini ingannevoli, che disprezzano talmente tanto il popolo che, quando vogliono muovere guerra a qualcuno, osano dire dietro pagamento che bisogna imitare gli antenati, non tollerare la derisione degli altri e non permettere che navighino il mare coloro che non vogliono pagarci i tributi».

 

Prova d'esame16

 

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