Posts Tagged ‘tecnologie’

Workshop per gli studenti

workshopdigitali

Come avrete sicuramente già appreso nei giorni scorsi dalla circolare del Preside, come Animatrice Digitale della scuola ho programmato anche per gli studenti, dopo quelli dedicati ai docenti, dei laboratori dedicati alle “Risorse digitali per la didattica”.

I temi sono i seguenti:

  1. Come aprire e gestire un blog con wordpress
  2. Come realizzare delle presentazioni alternative a Powerpoint
  3. Come realizzare delle mappe concettuali online
  4.  altri che eventualmente scaturiranno dai vostri bisogni

Escluse le mappe (che abbiamo già sperimentato insieme…. ma ci sarebbe tanto altro da dire e da imparare), vi consiglierei di iscrivervi almeno ai due precedenti: può essere interessante per uno studente avere il suo blog personale, da dedicare a ciò che preferisce, e, soprattutto per la Quinta in vista dell’esame, ma non solo, imparare a presentare la propria tesina o una ricerca o un argomento per una verifica, con una modalità più accattivante del Powerpoint.

Iscrivetevi compilando il modulo che trovate a questo link e diffondete la comunicazione anche tra i vostri amici di altri corsi (per esempio fornendo il link a questo post).

Le date che ho fissato per lo svolgimento dei tre laboratori sono le seguenti, ma possono subire variazioni se necessario:

giovedì 23 febbraio: il blog (orari da stabilire: 15.00/17.00?  16.00/1800?….)

giovedì 2 marzo: presentazioni

giovedì 9 marzo: mappe

Il metodo proposto è quello del learning by doing (“imparare facendo”) e peer tutoring (collaborazione fra pari). Il progetto si propone infatti la realizzazione di alcuni momenti formativi, nella forma del workshop o laboratorio attivo. Suggerita la modalità BYOD (“Bring Your Own Device”), qualora non possa essere utilizzata un’aula di informatica della scuola. Durante le attività di workshop saranno brevemente presentati strumenti e risorse e, subito dopo, i partecipanti svilupperanno, da soli o in gruppo, seguiti dal tutor, il progetto di un learning object (unità di istruzione/apprendimento): una mappa concettuale, una presentazione, un blog…

Scuola senza tecnologia

Che cosa ne pensate?

limIn Inghilterra una scuola d’élite offre un’educazione completamente priva di tecnologie.

I media (vecchi e nuovi) sono banditi e si chiede anche ai genitori degli iscritti di fare lo stesso a casa. Il problema non è “se” usare i media ma “come”.

Nell’Occidente tecnologicamente avanzato e sempre più digitalizzato c’è (almeno) una scuola che non soloha messo al bando tablet, smartphone e internet dalle lezioni in aula, ma chiede anche ai genitori dei suoi allievi di fare lo stesso a casa. È laLondon Acorn School, un istituto scolastico inglese d’élite che si trova a sud di Londra, attivo dal 2013.

Secondo quanto riporta un articolo del Guardian, in virtù di un’impostazione steineriana alquanto ferrea i fondatori sono contro ogni tipo di tecnologia per i bambini e ammettono soltanto una graduale introduzione dei media nella fase dell’adolescenza: la tv è completamente vietata agli allievi fino a 12 anni, dopo i quali è concessa la visione di documentari già approvati dai genitori, mentre i film sono permessi a partire dai 14 anni e l’uso di internet dai 16 in poi. Il computer è ammesso dai 14 anni in su, ma solo per attività rigorosamente scolastiche.
Stando a quanto riferiscono le cronache, alla London Acorn School i bambini preparano loro stessi i libri per gli esercizi, passano molto tempo a contatto con la natura nel parco intorno all’edificio, partecipano attivamente alla manutenzione della struttura e imparano perfino a cucinare. Senza bisogno di usare i media, soprattutto quelli di nuova generazione, che a parere della direzione avrebbero un impatto potenzialmente negativo. Molti fra i genitori che hanno iscritto i figli alla scuola – alla cifra di circa 15.000 euro per studente – fanno normale uso di tablet e iPhone, ma si dichiarano d’accordo con la politica restrittiva dell’istituto.

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Obama e la tecnologia

pc tecnologiaIl presidente Obama ha lanciato via YouTube un appello ai ragazzi americani:

“Che tu sia un giovane uomo o una giovane donna, che tu viva in città o in campagna: il computer diventerà buona parte del tuo futuro. Studiare la scienza del computer ed avere quelle competenze è importante per il tuo futuro, è importante per il futuro della nazione”.

Che cosa ne pensi? Vuoi commentare le sue parole?

Segue net galateo

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Ecco il seguito del post di ieri:

“L’educazione britannica è rinomata nel mondo ma le tecnologie, stando a questi dati, sono una minaccia per il comportamento. Per questo abbiamo pensato che queste buone maniere come le altre andassero insegnate”, aggiunge ancora la Ruel. “Dalle ricerche risulta che i ragazzi hanno bisogno di diversificarsi al di là dei successi accademici. E molti non sanno distinguere tra situazioni formali e informali. Non bastano ottimi curriculum per farsi spazio nel mondo del lavoro se poi si pecca in “social intelligence””, spiega la direttrice del corso aperto ad una fascia d’età compresa tra i 21 e i 30 anni: “È il gap d’età più delicato tocca i ragazzi più abituata all’utilizzo di smartphone e computer e che parallelamente si affacciano per la prima volta nel mondo del lavoro”. Così per mille sterline (di certo non si può dire sia economico) e un fine settimana “full immersion” nelle buone maniere “tech” si impara, a parte l’ovvio divieto di postare foto compromettenti, che in azienda il cellulare ha dei divieti: mai fare phubbing (incrocio tra phone e snubbing) ossia rispondere alle mail e sms ignorando chi ci sta di fronte, spegnerlo durante un colloquio, mai usare sms per parlare ad un capo o per comunicare brutte notizie, tantomeno per chiedere un giorno di malattia.

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Net galateo

cellulare Su R.it (la Repubblica online) di ieri – 10 dicembre – è apparso un interessante articolo che vi propongo. Riguarda le “cattive maniere che i lavoratori inglesi stanno acquisendo a causa degli strumenti informatici. Poiché, mutatis mutandis anche gli studenti italiani non si allontanano da questi comportamenti, credo che possiate trarre anche voi qualche  giovamento dalla lettura.

Una scuola di net-galateo per i tecno-maleducati sul posto di lavoro

Di Nicola Perilli – 10 dicembre

cellulare1UN’ULTIMA controllata alle mail prima di addormentarsi. Il buongiorno su Whatsapp prima ancora di aprire gli occhi. Il giornale sul tablet durante la colazione. Un messaggio al volo prima che scatti il verde al semaforo. E poi eccoci in ufficio, dove la nostra ormai irrefrenabile “tecno addicted” non si placherà affatto a scapito del nostra produttività e dei nostri rapporti sociali. No, non è un luogo comune ma quanto emerge da un sondaggio condotto su oltre un migliaio di dirigenti aziendali che hanno detto la loro in fatto di rapporti dei loro dipendenti con la tecnologia e la conseguente efficienza e socialità. Quello che ne è venuto fuori è che il 77 per cento degli intervistati pensa che le abilità sociali, intese come relazioni e rapporti interpersonali, siano peggiorate nell’arco degli ultimi vent’anni, mentre per il 72 per cento degli amministratori aziendali vede nei cellulari nel loro uso smodato la prima causa di maleducazione in ambito lavorativo. Un altro 65 per cento riconosce invece una sorta di ossessione, soprattutto nei lavoratori più giovani, nei confronti del web e che questa abitudine alla tecnologia abbia un inevitabile effetto negativo sulle relazioni “faccia a faccia”, e non solo: un quattro per cento lamenta l’incapacità di alcuni dipendenti di scrivere una lettera penna e foglio, senza l’ausilio di una tastiera e uno schermo.

“Sono dati allarmanti. I ragazzi oggi non sanno nemmeno stringere correttamente una mano per presentarsi, giocherellano col telefono durante i meeeting, mandano messaggi con emoticon ai capi, in altre parole, spesso rischiano di essere imbarazzanti sul posto di lavoro” dice Louise Ruel, direttrice del corso sulla netiquette (incrocio di parole tra net e etiquette, che appunto richiama all’uso delle buone maniere quando si parla di tecnologie) appena inaugurato alla Debrett’s, la scuola simbolo di etichetta londinese che dal 1779 istruisce la nobiltà inglese (segue domani…)

Concorso PoliCultura 2012

PoliCultura è un’iniziativa  che promuove l’uso delle Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione nella scuola, coniugandole con la cultura e la didattica.

Anche quest’anno il Politecnico di Milano, con il sostegno del MIUR, propone la partecipazione al concorso.

Attraverso l’utilizzo del motore multimediale 1001Storia gli studenti hanno l’opportunità di realizzare una narrazione multimediale.

Le classi che realizzeranno le migliori narrazioni saranno invitate a partecipare alla cerimonia di premiazione che si terrà presso il Politecnico di Milano.

Entro il 23 gennaio 2012 occorre aderire all’iniziativa, la quale, tuttavia, si concluderà con la presentazione della narrazione multimediale entro il 4 aprile 2012.

Ho avuto modo di parlare dell’iniziativa soltanto con la Terza, ma anche la Seconda e la Prima, se interessate, possono partecipare ed io sarò lieta di guidarle.

Per avere maggiori informazioni e dettagli: http://www.policultura.it, dove sarà possibile anche visionare i lavori dei vincitori degli anni passati. Vi invito a vederli, così capite di che cosa si tratta.

Concorso pubblicitario ARMR 2011

L a Fondazione Aiuti per la Ricerca sulle Malattie Rare Onlus A.R.M.R. lancia il concorso per uno spot pubblicitario per coinvolgere giovani e adolescenti nella riflessione sulla Ricerca in favore delle Malattie Rare.

Attraverso il linguaggio “pubblicitario” i giovani avranno una chiave in più di riflessione su un tema di cui normalmente parlano quasi esclusivamente gli adulti.

MODALITÀ DI PARTECIPAZIONE

  • Il concorso è rivolto a tre categorie di partecipanti:

a: studenti delle scuole secondarie di primo grado
b: studenti delle scuole secondarie secondo grado (1° premio: VIDEO CAMERA DIGITALE – 2° premio: LETTORE Mp3 – 3°premio: USB KEY )
c: studenti universitari

  • I prodotti potranno essere :

Spot pubblicità progresso : dovranno avere durata complessiva massima pari a un minuto. Gli spot dovranno trattare, in forma documentaria o di fiction, il tema della ricerca sulle malattie rare. Ai fini della partecipazione al concorso sono ammessi spot sui seguenti supporti: DVD, MiniDV o DVCam.
Fotografie in formato jpeg.

Scadenza 15 dicembre 2011

Per ulteriori informazioni: www.armr.it

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