Posts Tagged ‘riflessioni’

Un bell’articolo su Seneca

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Alla Quinta che ancora deve affrontare il colloquio d’esame, suggerisco la lettura di questo bell’articolo su Seneca e la ricerca della felicità (De Vita Beata), pubblicato su Il Sole 24 Ore il 25 giugno u.s., a firma di Armando Massarenti.

«Quando la Pirelli cominciò a farmi girare per il mondo, non ci misi molto a rendermi conto che l’ubriacatura consumistica della business community e il materialismo reaganiano degli anni Ottanta ricordavano proprio quella società augustea a neroniana che Orazio e Seneca prendevano di mira. Da vizio privato, il tradurre si trasformò per me in pubblica virtù». Così commenta Gavino Manca il suo “pubblico servizio” di manager e al contempo anche di traduttore di testi classici latini: nel leggere la sua versione del dialogo La vita felice (De vita beata) di Lucio Anneo Seneca (da poco riproposta da Einaudi), ci accorgiamo che anche lui, come Seneca – pedagogo e consigliere personale dell’imperatore Nerone -, è un uomo “al vertice” che trova solo nella filosofia quel riparo sicuro dai marosi che l’esistenza non risparmia a nessuno, ma che infligge abbondantemente a chi vive a contatto con qualsiasi forma di potere.

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Da lontano… da chi non conosco

 

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Io che non scrivo mai di me su questo blog, da giorni ho il desiderio di condividere “me stessa”, e non il lavoro, con tutti coloro che mi leggono, che ormai non sono più da tempo solo i miei studenti.

Per questo oggi sento non solo il desiderio ma anche il bisogno di ringraziare le numerose persone che mi hanno scritto e che mi scrivono, anche senza conoscermi, e che mi seguono da lontano attraverso il blog, manifestandomi spesso grande stima e simpatia.

Anche in questi ultimi giorni di scuola, graditissimi perché inaspettati, ho addirittura ricevuto  gratitudine per il mio blog, partecipazione per la fine della mia vita scolastica, affettuosi auguri per il mio futuro “senza scuola”.

Non siamo quindi delle sconosciute, care colleghe, se sentite anche voi il desiderio di parlarmi in un momento così importante della  mia vita!

Voglio condividere almeno alcuni di questi gesti, i primi che ho ricevuto in questi giorni,  e, attraverso essi, ringraziare tutti per la partecipazione che mi ha commosso.

ciao Maria Rosa, è un paio d’anni che ti seguo sul tuo sito. Sono anch’io una docente di latino e greco di Rovigo, sono entrata in ruolo nell’ormai lontano 1992 e nonostante l’età (sigh!) ho due figli ancora giovani (carlo 11 anni e Cecilia 7, stra sigh!). Ti seguo ed apprezzo già da un po’ di tempo, ma stasera di fronte all’ultimo tuo giorno di scuola (una bella e appassionante vita a scuola… mi pare di capire) voglio partecipare salutandoti con affetto virtuale, sperando che tu possa ancora trasmettere ai giovani studenti e ai colleghi Insegnanti, la tua gioia di leggere Saffo, ascoltare Cicerone parlare con veemenza, e Cesare raccontar di battaglie e Luciano cavalcare dimensioni fantasiose, la tua passione di continuare a leggere e rileggere i classici. Grazie.
Chiara Bartolozzi

Ed ora un altro

Carissima Collega,

anche se per te sono solo un nome tra i tanti, volevo ringraziarti per tutto l’aiuto e il sostegno prezioso che mi hai dato attraverso il tuo blog che è stato per me fonte di grande ispirazione per la didattica. Auguro a te tutto il bene possibile e a me di poter arrivare a fine carriera con il tuo entusiasmo e spirito di innovazione.
Sei veramente tanto più giovane di molti di noi…
Grazie per la tua disponibilità e generosità.
Sabine
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Non so ancora che cosa ne sarà di questo blog, ma per ora grazie per la vostra “presenza”.
 

Non solo per l’estate… per me

fine-scuolaCome vedete, l’immagine qua a fianco ci ricorda che tra qualche giorno la scuola chiude per l’estate.

Mentre la postavo, però, mi rendevo conto che il messaggio che contiene riguarda solo voi e non più anche me.

Oggi è cominciata infatti, per voi, l’ultima settimana di lezione di quest’anno scolastico; per me, invece, l’ultima settimana di lezione della mia vita di insegnante.

Avere questa consapevolezza – devo confessarvi – mi fa uno strano effetto e mi riempie di emozioni contrastanti. Diventare una ex insegnante mi disorienta un po’, perché la scuola (e il nostro liceo in particolare, che mi ha visto anche studentessa) ha occupato quasi tutta la mia esistenza e ha contribuito a darle senso. Io non sarò mai una ex insegnante: dentro di me, infatti, continuerò a sentirmi sempre un’insegnante.

Nell’accingermi a scrivere questo post, volevo solo incoraggiare questi vostri ultimi sforzi di fine anno, ma, scusatemi, mi sono lasciata prendere da altre riflessioni. 🙂

 

 

 

Oggi, NO FUMO

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Studenti offline per 7 giorni

Da: La tecnica della scuola

L’eccessiva  dipendenza da Internet e smartphone tra i giovanissimi si cura con l’astinenza. Questo l’esperimento proposto (e portato a termine) in due classi dell’Istituto tecnico Dagomari di Prato, dove sia gli studenti che il professor Marcello Contento, 35 anni docente di Economia Aziendale, hanno messo via i cellulari per una settimana di disintossicazione. Il risultato? I ragazzi non solo hanno scoperto che esiste una vita oltre lo schermo, ma anche che può essere molto più divertente. E con meno dolori al collo. Tanto che gli stessi studenti hanno chiesto al prof di prolungare l’esperimento. “Vedremo, per ora sono molto stanco. Non è stata una passeggiata”, confessa all’Agi il professor Contento.

Tutto è iniziato lunedì 15 maggio…

 

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Il tema di Antonio Gramsci

gramscibambinoIl tema proposto ad Antonio Gramsci in Quinta elementare era questo:

”Se un tuo compagno benestante e molto intelligente ti avesse espresso il proposito di abbandonare gli studi, che cosa gli rispon­deresti?”

Ghilarza, addì 15 luglio 1903

Carissimo amico,

Poco fa ricevetti la tua carissima lettera, e molto mi rallegra il sapere che tu stia bene di salute.

Un punto solo mi fa stupire di te; dici che non ripren­derai più gli studi, perché ti sono venuti a noia. Come, tu che sei tanto intelli­gente, che, grazie a Dio, non ti manca il necessario, tu vuoi abbandonare gli studi?

Dici a me di far lo stesso, perché è molto meglio scorrazzare per i campi, andare ai balli e ai pubblici ritrovi, anziché rinchiudersi per quattro ore al giorno in una camera, col maestro che ci predica sempre di studiare perché se no reste­remo zucconi. Ma io, caro amico, non potrò mai abbandonare gli studi che sono la mia unica speranza di vivere onoratamente quando sarò adulto, perché come sai, la mia famiglia non è ricca di beni di fortuna.

Quanti ragazzi poveri ti invidiano, loro che avrebbero voglia di studiare, ma a cui Dio non ha dato il necessario, non solo per studiare, ma molte volte, neanche per sfamarsi.

Io li vedo dalla mia finestra, con che occhi guardano i ragazzi che passano con la cartella a tracolla, loro che non possono andare che alla scuola serale.

Tu dici che sei ricco, che non avrai bisogno degli studi per camparti, ma bada al proverbio “l’ozio è il padre dei vizi.”

Chi non studia in gioventù se ne pentirà amaramente nella vecchiaia. Un rovescio di fortuna, una lite perduta, possono portare alla miseria il più ricco degli uomini. Ricordati del signor Fran­cesco; egli era figlio di una famiglia abbastanza ricca; passò una gioventù brillan­tissima, andava ai teatri, alle bische, e finì per rovinarsi completamente, ed ora fa lo scrivano presso un avvocato che gli da sessanta lire al mese, tanto per vivacchiare.

Questi esempi dovrebbero bastare a farti dissuadere dal tuo proposito.

Torna agli studi, caro Giovanni, e vi troverai tutti i beni possibili.

Non pigliarti a male se ti parlo col cuore alla mano, perché ti voglio bene, e uso dire tutto in faccia, e non adularti come molti.

Addio, saluta i tuoi genitori e ricevi un bacio dal

Tuo aff.mo amico Antonio

Antonio Gramsci

I social nella didattica: facciamoli entrare

social

Per tanto/troppo tempo li abbiamo criticati e “condannati”, abbiamo rimproverato le nostre studentesse e i nostri studenti per l’uso eccessivo che ne fanno… Io stessa, a dire il vero, ho “sbraitato” più di una volta… Ora, come molti, anch’io credo che occorra smetterla di assumere questo atteggiamento censorio nei confronti dei social e che sia più opportuno, invece, integrare nella didattica le enormi potenzialità di questi “nuovi” (ormai neppure più tanto) strumenti di comunicazione-condivisione.

Consiglio pertanto agli insegnanti la lettura di questo articolo e la presa in considerazione dei suggerimenti che propone.

Da IMPARADIGITALE (CLICCA QUI)

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