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Alessandro e Diogene – Plutarco

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Plutarco

Ecco una traduzione della versione proposta alla Quinta nell’ultimo compito in classe di greco:

Non appena i Greci si furono radunati vicino all’Istmo ed ebbero decretato di compiere una spedizione militare con Alessandro contro i Persiani, egli (Alessandro) fu proclamato comandante supremo.

Poiché molti uomini politici e filosofi gli erano venuti incontro e si congratulavano con lui, Alessandro sperava che avrebbe fatto la stessa cosa anche Diogene di Sinope, il quale soggiornava nei dintorni di Corinto. Ma siccome quello, avendo pochissima considerazione di Alessandro, passava il tempo nel Cranèo, egli stesso si diresse verso di lui; (Diogene) si trovava sdraiato al sole e poiché gli stavano venendo incontro tanti uomini, si tirò un po’ su a sedere ed osservò attentamente Alessandro. Quando egli, salutatolo e rivoltagli la parola, gli chiese se per caso avesse bisogno di qualcosa, rispose: «Spostati un po’ dal sole». Si dice che a queste parole Alessandro avesse tanto ammirato l’orgoglio e la grandezza (d’animo) di (quell’) uomo, che, mentre quelli del suo seguito (lo) deridevano e lo sbeffeggiavano, affermò: «E invece io, se non fossi Alessandro, vorrei essere Diogene>>.

 

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Veni Vidi Vici

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Dopo avere lasciato  a regnare sull’Egitto Cleopatra, che aveva avuto poco dopo da lui un figlio che gli Alessandrini chiamavano Cesarione, (Cesare) si spinse verso la Siria.

Quando poi da qui si recò in Asia, venne a sapere che Domizio, sconfitto dal figlio di Mitridate Farnace, era fuggito dal Ponto con pochi uomini, mentre Farnace, che voleva sfruttare insaziabilmente la vittoria, ed occupava la Bitinia e la Cappadocia, aspirava alla così detta Piccola Armenia e invitava alle armi i re di quella terra e i tetrarchi. Subito dunque si spinse con tre legioni contro l’uomo e, dopo avere scatenato una grande battaglia intorno alla città di Zela, lo cacciò via in fuga dal Ponto e sbaragliò completamente l’esercito. E annunciando la veemenza e la rapidità di questa battaglia scrisse a Roma ad un amico di nome Mazio tre parole: Veni, Vidi, Vici (Sono giunto, Ho visto, Ho vinto)

Giorgio Pisani legge Plutarco

Per la Quinta, il video-conferenza su Plutarco “filosofo”

 

Approfondire Plutarco con:

  • Se un anziano debba occuparsi di politica (attraverso il video)
  • Praecepta gerendae reipublicae (attraverso il video)
  • L’arte di ascoltare (clic per il testo integrale in italiano)

Plutarco -La fiducia di Alessandro

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Plutarco

Ecco la traduzione del brano di Plutarco che la Quinta ha tradotto stamattina:

 

In quel momento dal campo Parmenione mandò una lettera invitando Alessandro a guardarsi da Filippo perché – diceva – era stato convinto da Dario ad uccidere Alessandro, con la promessa di grandi doni e della mano di sua figlia. Alessandro lesse la lettera e senza mostrarla ad alcuno la pose sotto il cuscino, poi, quando entrò Filippo con gli amici, recando in mano la coppa con la pozione, la tirò fuori e gliela porse, senza dire una parola e senza manifestare il minimo sospetto, quindi, tranquillamente, bevve la medicina. Fu una scena bellissima, da teatro: uno leggeva, l’altro beveva. Poi si guardarono in viso, ma non con la stessa espressione: Alessandro col volto sereno e disteso mostrava fiducia e benevolenza nei confronti di Filippo, questi, invece, era fuori di sé per la calunnia di cui era stato vittima, e ora alzando le mani al cielo chiamava gli dèi a testimoni della sua innocenza, ora si chinava sul letto esortando Alessandro a farsi coraggio e a fidarsi di lui.

Plutarco e l’arte di ascoltare

Propongo alla Quinta un brevissimo video (poco più di 2 minuti) in cui Fabio Volo legge un brano tratto da L’arte di ascoltare di Plutarco:

 

 

 

Attualità di Plutarco

Propongo alla Quinta un video su Plutarco e l’attualità del suo pensiero.

 

 

 

Plutarco: “Veni, Vidi, Vici”

Plutarco

Plutarco

Perché possiate verificare la vostra comprensione del testo, pubblico la traduzione della versione di Plutarco assegnata come compito in classe (tratta dalle Vite ParalleleVita di Cesare):

 Dopo avere lasciato  a regnare sull’Egitto Cleopatra, che aveva avuto poco dopo da lui un figlio che gli Alessandrini chiamavano Cesarione, (Cesare) si spinse verso la Siria.

Quando poi da qui si recò in Asia, venne a sapere che Domizio, sconfitto dal figlio di Mitridate Farnace, era fuggito dal Ponto con pochi uomini, mentre Farnace, che voleva sfruttare insaziabilmente la vittoria, ed occupava la Bitinia e la Cappadocia, aspirava alla così detta Piccola Armenia e invitava alle armi i re di quella terra e i tetrarchi. Subito dunque si spinse con tre legioni contro l’uomo e, dopo avere scatenato una grande battaglia intorno alla città di Zela, lo cacciò via in fuga dal Ponto e sbaragliò completamente l’esercito. E annunciando la veemenza e la rapidità di questa battaglia scrisse a Roma ad un amico di nome Mazio tre parole: Veni, Vidi, Vici (Sono giunto, Ho visto, Ho vinto)

Vedi il testo greco

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