Posts Tagged ‘compiti in classe’

Imminenti impegni delle classi

La Terza:

farà il compito in classe lunedì 8 maggio

La Quinta

farà la simulazione della Terza Prova d’esame mercoledì 10 maggio

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Prossime verifiche

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Riassumo qui le prossime imminenti verifiche:

Terza:

  • giovedì 9 marzo:

Test di letteratura greca (La poesia lirica, la poesia giambica: Archiloco, semonide, Ipponatte; la poesia elegiaca in generale)

  • sabato 11 marzo:

Possibile laboratorio di 2 ore (ora Giua)

  • lunedì 13 marzo:

Compito in classe di greco (III e IV ora Fassò)

Quinta:

  • Lunedì 6 marzo:

Test di letteratura latina (Lucano, Persio, L’età dei Flavi, Quintiliano, l’epica flavia)

  • sabato 11 marzo:

Compito in classe di latino

  • lunedì 13:

Inizio turni di verifiche programmate di greco (vi invito a predisporre e a comunicarmi i turni)

Alessandro e Diogene – Plutarco

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Plutarco

Ecco una traduzione della versione proposta alla Quinta nell’ultimo compito in classe di greco:

Non appena i Greci si furono radunati vicino all’Istmo ed ebbero decretato di compiere una spedizione militare con Alessandro contro i Persiani, egli (Alessandro) fu proclamato comandante supremo.

Poiché molti uomini politici e filosofi gli erano venuti incontro e si congratulavano con lui, Alessandro sperava che avrebbe fatto la stessa cosa anche Diogene di Sinope, il quale soggiornava nei dintorni di Corinto. Ma siccome quello, avendo pochissima considerazione di Alessandro, passava il tempo nel Cranèo, egli stesso si diresse verso di lui; (Diogene) si trovava sdraiato al sole e poiché gli stavano venendo incontro tanti uomini, si tirò un po’ su a sedere ed osservò attentamente Alessandro. Quando egli, salutatolo e rivoltagli la parola, gli chiese se per caso avesse bisogno di qualcosa, rispose: «Spostati un po’ dal sole». Si dice che a queste parole Alessandro avesse tanto ammirato l’orgoglio e la grandezza (d’animo) di (quell’) uomo, che, mentre quelli del suo seguito (lo) deridevano e lo sbeffeggiavano, affermò: «E invece io, se non fossi Alessandro, vorrei essere Diogene>>.

 

Per laboratorio in Terza

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Per la Terza:

Per poter organizzare un laboratorio di traduzione prima del compito del 7 novembre, sabato 5 novembre la classe non farà l’ora di latino (la quarta), che verrà sostituita da un’ora di greco. Il sabato successivo (il 12 novembre) avverrà il contrario: la classe non farà la quinta ora di greco, che verrà sostituita da un’ora di latino.

Prendete nota.

Veni Vidi Vici

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Dopo avere lasciato  a regnare sull’Egitto Cleopatra, che aveva avuto poco dopo da lui un figlio che gli Alessandrini chiamavano Cesarione, (Cesare) si spinse verso la Siria.

Quando poi da qui si recò in Asia, venne a sapere che Domizio, sconfitto dal figlio di Mitridate Farnace, era fuggito dal Ponto con pochi uomini, mentre Farnace, che voleva sfruttare insaziabilmente la vittoria, ed occupava la Bitinia e la Cappadocia, aspirava alla così detta Piccola Armenia e invitava alle armi i re di quella terra e i tetrarchi. Subito dunque si spinse con tre legioni contro l’uomo e, dopo avere scatenato una grande battaglia intorno alla città di Zela, lo cacciò via in fuga dal Ponto e sbaragliò completamente l’esercito. E annunciando la veemenza e la rapidità di questa battaglia scrisse a Roma ad un amico di nome Mazio tre parole: Veni, Vidi, Vici (Sono giunto, Ho visto, Ho vinto)

Il buon democratico di Eschine

eschineIo penso che tutti quanti voi potreste concordare sul fatto che un democratico debba avere le seguenti caratteristiche: primo, essere libero sia da parte di padre che da parte di madre, perché non sia ostile alle leggi che salvaguardano la democrazia a causa delle sventure relative alla sua origine; secondo, avere (ereditato) dagli avi una certa benemerenza nei confronti del popolo, oppure, cosa anche più necessaria, alcuna inimicizia (nei confronti del popolo), affinché non sia tentato di fare del male alla città, correndo in aiuto alle disgrazie degli avi; terzo, occorre che sia per natura saggio e moderato relativamente alla vita quotidiana, affinché  non si lasci corrompere contro il popolo a causa della dissolutezza delle sue spese; quarto, (essere) assennato e capace di parlare; ma se non (possiede entrambe le qualità), sempre deve venire l’assennatezza prima del parlare; quinto, essere valoroso nell’animo, perché non abbandoni il popolo in occasione di sventure e pericoli.

Il buon oratore si forma in compagnia

Propongo la traduzione del brano di Quintiliano in cui si spiegano le ragioni per le quali il futuro oratore deve studiare in compagnia e non da solo.

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Quintiliano

Prima di tutto il futuro oratore, che deve vivere in mezzo a una grandissima folla e sotto gli sguardi di tutti nella vita pubblica, si abitui fin da bambino a non aver soggezione della gente e a non diventare pallido, per così dire, all’ombra di una vita solitaria. Bisogna sempre spronare ed innalzare la mente, che in una solitudine di quel genere o langue o al contrario si gonfia di una vuota presunzione: è inevitabile infatti che attribuisca troppo a se stesso colui che non si confronta con nessuno. Quello stesso senso cosiddetto comune, dove (lo) imparerà, se si sarà appartato dalla vita associata, che è naturale non solo per gli uomini, ma anche per gli animali muti? Aggiungi il fatto che a casa può imparare solo quelle cose che verranno insegnate a lui personalmente, mentre a scuola anche quelle cose che (verranno insegnate) ad altri.

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Quintiliano

Sentirà approvare ogni giorno molte cose, molte correggere, (gli) gioverà il rimprovero della pigrizia di qualche compagno, gli gioverà l’elogio dello zelo (di qualcun altro), lo spirito di emulazione sarà suscitato (in lui) dalla lode, reputerà vergognoso essere da meno di un suo pari, (reputerà) bello aver superato quelli più bravi (di lui). Tutti questi (stimoli) accendono gli animi, e sebbene l’ambizione sia di per sé un difetto, tuttavia spesso è motivo di virtù.

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