Posts Tagged ‘approfondimenti’

Un bell’articolo su Seneca

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Alla Quinta che ancora deve affrontare il colloquio d’esame, suggerisco la lettura di questo bell’articolo su Seneca e la ricerca della felicità (De Vita Beata), pubblicato su Il Sole 24 Ore il 25 giugno u.s., a firma di Armando Massarenti.

«Quando la Pirelli cominciò a farmi girare per il mondo, non ci misi molto a rendermi conto che l’ubriacatura consumistica della business community e il materialismo reaganiano degli anni Ottanta ricordavano proprio quella società augustea a neroniana che Orazio e Seneca prendevano di mira. Da vizio privato, il tradurre si trasformò per me in pubblica virtù». Così commenta Gavino Manca il suo “pubblico servizio” di manager e al contempo anche di traduttore di testi classici latini: nel leggere la sua versione del dialogo La vita felice (De vita beata) di Lucio Anneo Seneca (da poco riproposta da Einaudi), ci accorgiamo che anche lui, come Seneca – pedagogo e consigliere personale dell’imperatore Nerone -, è un uomo “al vertice” che trova solo nella filosofia quel riparo sicuro dai marosi che l’esistenza non risparmia a nessuno, ma che infligge abbondantemente a chi vive a contatto con qualsiasi forma di potere.

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Il prologo dei Telchini – Callimaco

Metto a disposizione della Quinta il file pdf del commento al prologo dei Telchini proposto in classe stamattina. Anche la traduzione che contiene offre un utile confronto con quella proposta da me.

Clicca sull’immagine qua sotto per scaricarlo

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Fine del classico

Da Il Sole 24 ore del 10 settembre u.s.

di Claudio Giunta

Lo rivolgo più a colleghi e colleghe che a  voi studenti, ma è interessante anche per voi. Certo, se fosse un po’ più breve, forse lo leggereste tutto !!

Chi vuole, naturalmente, commenti…

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Finite le scuole medie, una cara amica si sentì fare dal padre questo discorso: «Tu sei libera, puoi fare quello che ti pare, scegliere la scuola che vuoi. Dunque scegli: Tasso o Mamiani?». Il Tasso e il Mamiani sono due celebri licei classici di Roma, una volta andava così. Anche adesso, trent’anni dopo, va così, almeno per la mia amica (che si è laureata in Storia, non in Ingegneria), che non imporrà niente, si capisce, ai suoi figli, ma sarà lieta se vorranno anche loro scegliere, liberamente, tra il Tasso e il Mamiani; e va così anche per me (che mi sono laureato in Lettere, non in Ingegneria), che non imporrei niente ai miei figli, ma sarei lieto se anche loro, come me, decidessero di passare qualche anno della loro vita in compagnia dell’Eneide, degli aoristi, del locativo e di Baruch Spinoza.(…. leggi tutto)

Nuove risorse nella sezione Esame

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Per la Quinta, ho inserito nella sezione Esame/Risorse alcuni materiali che potrebbero essere utili a qualcuno:

  1. Un lavoro su Seneca (Seneca e i giovani)
  2. Un approfondimento su Plutarco
  3. La sintesi sulla poesia ellenistica proposta in classe (da sviluppare in brevi capitoli)

La sezione continuerà ad essere arricchita nei prossimi giorni

 

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Scuola senza tecnologia

Che cosa ne pensate?

limIn Inghilterra una scuola d’élite offre un’educazione completamente priva di tecnologie.

I media (vecchi e nuovi) sono banditi e si chiede anche ai genitori degli iscritti di fare lo stesso a casa. Il problema non è “se” usare i media ma “come”.

Nell’Occidente tecnologicamente avanzato e sempre più digitalizzato c’è (almeno) una scuola che non soloha messo al bando tablet, smartphone e internet dalle lezioni in aula, ma chiede anche ai genitori dei suoi allievi di fare lo stesso a casa. È laLondon Acorn School, un istituto scolastico inglese d’élite che si trova a sud di Londra, attivo dal 2013.

Secondo quanto riporta un articolo del Guardian, in virtù di un’impostazione steineriana alquanto ferrea i fondatori sono contro ogni tipo di tecnologia per i bambini e ammettono soltanto una graduale introduzione dei media nella fase dell’adolescenza: la tv è completamente vietata agli allievi fino a 12 anni, dopo i quali è concessa la visione di documentari già approvati dai genitori, mentre i film sono permessi a partire dai 14 anni e l’uso di internet dai 16 in poi. Il computer è ammesso dai 14 anni in su, ma solo per attività rigorosamente scolastiche.
Stando a quanto riferiscono le cronache, alla London Acorn School i bambini preparano loro stessi i libri per gli esercizi, passano molto tempo a contatto con la natura nel parco intorno all’edificio, partecipano attivamente alla manutenzione della struttura e imparano perfino a cucinare. Senza bisogno di usare i media, soprattutto quelli di nuova generazione, che a parere della direzione avrebbero un impatto potenzialmente negativo. Molti fra i genitori che hanno iscritto i figli alla scuola – alla cifra di circa 15.000 euro per studente – fanno normale uso di tablet e iPhone, ma si dichiarano d’accordo con la politica restrittiva dell’istituto.

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La Gelmini “cancella” i licei classici…

154648151-919094c7-68c0-4154-b5dd-acd6d9e97e3aLa Gelmini “cancella” i licei classici e lo studio del latino

da Repubblica.it

A cinque anni dall’avvio della riforma Gelmini è possibile fare un primo bilancio sugli iscritti al superiore: i dati pubblicati venerdì scorso, mettono in luce un panorama dei licei completamente diverso da cinque anni prima. I licei classici perdono dal 2009/2010 (ultimo anno prima della riforma Gelmini) al 2015/2016 il 44 per cento degli iscritti e vengono praticamente dimezzati.

Fino al 2009 gli iscritti ai classici erano sempre aumentati. Con i classici perdono iscritti anche i licei scientifici “tradizionali” (quelli con il Latino). In altre parole, gli studenti delle superiori che studiano il Latino, dopo la riforma Gelmini, si è ridotto notevolmente perché gli scientifici ad indirizzo sportivo e delle Scienze applicate (senza Latino nel curriculum) hanno avuto un boom. E gli ex magistrali (ora delle Scienze umane) hanno il Latino solo al biennio.

Sono oltre 180mila gli studenti delle superiori che hanno dribblato lo studio del Latino in cinque anni. Meno Latino ma più lingue straniere: i licei linguistici, che rappresentano oggi la seconda scelta per i licei, con tutto il comparto delle scienze umane e dei licei musicali/coreutici hanno raddoppiato gli iscritti. E gli artistici vantano un incremento di iscritti pari ad un quarto: più 23 per cento. Prima della riforma Gelmini, più di uno studente su tre delle superiori (oltre 960mila) si cimentava con declinazioni e versioni. Dopo la riforma il loro numero si è ridotto al 30 per cento scarso, con 181mila adepti in meno. E ritorna l’antico dibattito sull’utilità del Latino.

La tecnologia nella didattica: siamo indietro di 15 anni

classe_3Che cosa rende la scuola italiana non all’altezza dei risultati di quella degli altri paesi europei e della sfera OCSE?

Ha provato a rispondere a questa domanda un articolo del Sole 24 Ore, trovando che la colpa è della scarsa tecnologia, che viene usata nelle aule.

Secondo i dati forniti dal Governo, solo il 9% delle classi è connessa ad internet, mentre nei Paesi che hanno i migliori risultati nei testi OCSE-PISA raggiungono la percentuale dell’80%. L’Italia si trova agli ultimi posti  sia per l’uso di strumenti tecnologici nell’apprendimento, sia per la formazione metodologica e tecnologica degli insegnanti. I dati provengono dal sondaggio di European Schoolnet, commissionato dalla Commissione Europea, che ha distribuito 190.000 questionari in 27 paesi membri. L’Italia si è confermata agli ultimi posti con Polonia, Romania, Grecia, Ungheria e Slovacchia (European Schoolnet, 2013) nel 2015 come nel 2013.

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