Archive for the ‘Parlo Latino’ Category

Un sussidio allo studio di Quintiliano

quintilianoIn preparazione del test di giovedì 14,  propongo alcuni dei giudizi espressi da Quintiliano nel X libro dell’Institutio Oratoria. Li avevo già pubblicati per le Terze liceo degli scorsi anni. Li posto nuovamente per chi non li avesse letti.

Chi vuole trascrivere, in un commento qua sotto, il testo del giudizio su Seneca? O anche qualche altro, volendo…. Potrebbe essere utile a tutti.

  • Su Lucano

Lucanus ardens et concitatus et sententiis clarissimus sed ut dicam quod sentio magis oratoribus quam poetis imitandus

(Lucano è ardente e appassionato, insigne per le frasi brevi e pregnanti, e, per dire quello che penso, più adatto ad essere imitato dagli oratori che dai poeti)

  • Su Persio

Multum et verae gloriae quamvis uno libro Persius meruit.

(Ha ottenuto una fama grande e meritata Persio, pur con un unico libro)

  • Su Callimaco e Fileta

Elegiae princeps habetur Callimacus, secundas Philetas occupavit

(Il primo posto nell’elegia spetta a Callimaco, il secondo a Fileta)

  • Su Menandro

Menander omnem vitae imaginem expressit… Speculum humanitatis, imago vitae imago veritatis

(Menandro ha rappresentato ogni aspetto della vita… Specchio dell’umanità, immagine di vita, immagine di verità)

  • Su Teocrito

Admirabilis in suo genere Theocritus, sed musa illa rustica et pastoralis non forum modo verum ipsam etiam urbem reformidat

(Da ammirare nel suo genere Teocrito, ma la sua poesia agreste e bucolica teme non solo il foro ma anche la cvittà stessa)

P.S.

Per completare la lettura, consiglio altri brani dell’Institutio pubblicati nel blog  (per esempio quelli di argomento pedagogico): basta cliccare sui TAG alla voce QUNTILIANO. Ne troverete parecchi.

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Imprimatur

Dopo tanto tempo ricomincio a proporvi le espressioni latine che ancora oggi vengono usate nella lingua italiana.

 

 

Imprimatur

 

 

Significa, letteralmente, “Si stampi”. E’ infatti il congiuntivo presente passivo del verbo IMPRIMO-IS.

 

 

L’espressione latina completa era Nihil obstat quominus imprimatur, che, tradotta letteralmente, significa non esiste alcun impedimento al fatto di essere stampato.

Questa espressione veniva usata per autorizzare la stampa di libri e, per brevità, si utilizzava semplicemente l’espressione Imprimatur.

Oggi il termine imprimatur è utilizzato con il significato di autorizzazione, in senso lato, a fare qualche cosa (esempio: ho ottenuto l’imprimatur dal capo). (lib. tratto da Wikipedia)

Hinc et nunc

Per chi fa la collezione delle locuzioni latine ancora in uso nella lingua italiana, un’altra espressione, molto nota:

 

hic et nunc


Letteralmente significa “Qui ed ora”

Questa espressione si usa spesso per indicare che una cosa non ammette proroghe (e perciò va fatta subito, “qui ed ora”) ma anche per invitare qualcuno a vivere il presente, “qui ed ora”, cogliendo l’attimo che non ritornerà.

Il concetto è vicinissimo alla filosofia del buddhismo zen:

« L’istante presente non ritorna mai più.
Durante zazen, ogni nostra inspirazione ed espirazione è unica e non ritorna mai più.
Ieri era ieri ed oggi è oggi.
Dico sempre che bisogna concentrarsi “qui ed ora”, creare “qui ed ora”.

Così ci si rigenera, ci si rinnova »

(Taisen Deshimaru)


Longa manus

Un’altra eredità del latino nella nostra lingua:

Longa manus

 

Letteralmente significa:

“Una mano lunga ”

Si dice solitamente di una persona che opera, in maniera non sempre limpida e lecita, a favore di un’altra più potente, che rimane nascosta nell’ombra e di cui diventa, appunto, “la mano lunga”.

Le si attribuisce generalmente un significato negativo.

Esempi:

  • il servizio di controspionaggio degli Stati Uniti d’America è stato longa manus del governo di questo Paese
  • La Gran Bretagna secondo alcuni è stata la longa manus degli Stati Uniti in Europa durante la Guerra Fredda

More uxorio

Riprendo a proporvi le più frequenti e conosciute locuzioni latine usate nella lingua italiana nel nostro parlare quotidiano.

Suggerisco ai nuovi alunni di prima di dare uno sguardo alle precedenti, cliccando sotto la voce “locuzioni latine” nella colonna a destra, tra gli ARGOMENTI DEGLI ARTICOLI.

Oggi vi propongo questa:

MORE UXORIO

da

mos-moris= costume

uxorius-a-um = della moglie, concernente la moglie


L’espressione è usata col significato di:

Vivere “secondo il costume matrimoniale”,

Vivere ”come marito e moglie”

e si riferisce a quando due persone di sesso diverso (ma anche dello stesso sesso) convivono, come marito e moglie,  “more uxorio” appunto, senza avere contratto matrimonio.

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Condicio sine qua non

Condicio sine qua non


Letteralmente significa: “condizione senza la quale non…” (si può verificare qualcosa).




L’espressione viene usata solitamente per indicare una condizione vincolante, cioè una condizione in assenza della quale non può verificarsi un determinato evento:

Esempio:

Che lui non ci sia è la condicio sine qua non perché io parli in tutta sincerità davanti a voi.


La locuzione è diffusa anche in ambito legale, quando, per esempio, ad un  contratto viene apposta una clausola “sine qua non“, senza la cui osservanza il contratto diventa nullo.

Talvolta si dice conditio (anziché condicio) sine qua non (espressione linguisticamente errata, tuttavia attestata anche in opere letterarie dal Medioevo in su).

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In medias res

In medias res

Letteralmente significa: “In mezzo alle cose

L’espressione si utilizza quando qualcuno salta i preamboli e le lunghe introduzioni e racconta le cose partendo dal centro dell’argomento,  andando dritto al sodo; oppure si usa anche riferita ad un racconto o a un romanzo che  cominciano a narrare dal centro della storia, recuperando con i flashback l’inizio e, in generale,  le parti precedenti

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