Archive for the ‘Citazioni’ Category

Per riflettere

veloci

Dice un proverbio africano:

Se vuoi andare veloce, vai da solo

Se vuoi andare lontano, vai insieme

 

insieme-logo-v06

40 consigli per scrivere bene in italiano

eco-u

 
Sono i 40 consigli di un grande intellettuale recentemente scomparso: Umberto Eco: divertenti ma anche seri.

 

* Evita le allitterazioni, anche se allettano gli allocchi.

  • Non è che il congiuntivo va evitato, anzi, che lo si usa quando necessario.

  • Evita le frasi fatte: è minestra riscaldata.

  • Esprimiti siccome ti nutri.

  • Non usare sigle commerciali & abbreviazioni etc.

  • Ricorda (sempre) che la parentesi (anche quando pare indispensabile) interrompe il filo del discorso.

  • Stai attento a non fare… indigestione di puntini di sospensione.

  • Usa meno virgolette possibili: non è “fine”.

  • Non generalizzare mai.

  • Le parole straniere non fanno affatto bon ton.

  • Sii avaro di citazioni. Diceva giustamente Emerson: “Odio le citazioni. Dimmi solo quello che sai tu.”

  • I paragoni sono come le frasi fatte.

  • Non essere ridondante; non ripetere due volte la stessa cosa; ripetere è superfluo (per ridondanza s’intende la spiegazione inutile di qualcosa che il lettore ha già capito).

       .Solo gli stronzi usano parole volgari.

 

Continua a leggere

Veni Vidi Vici

plutarco

Dopo avere lasciato  a regnare sull’Egitto Cleopatra, che aveva avuto poco dopo da lui un figlio che gli Alessandrini chiamavano Cesarione, (Cesare) si spinse verso la Siria.

Quando poi da qui si recò in Asia, venne a sapere che Domizio, sconfitto dal figlio di Mitridate Farnace, era fuggito dal Ponto con pochi uomini, mentre Farnace, che voleva sfruttare insaziabilmente la vittoria, ed occupava la Bitinia e la Cappadocia, aspirava alla così detta Piccola Armenia e invitava alle armi i re di quella terra e i tetrarchi. Subito dunque si spinse con tre legioni contro l’uomo e, dopo avere scatenato una grande battaglia intorno alla città di Zela, lo cacciò via in fuga dal Ponto e sbaragliò completamente l’esercito. E annunciando la veemenza e la rapidità di questa battaglia scrisse a Roma ad un amico di nome Mazio tre parole: Veni, Vidi, Vici (Sono giunto, Ho visto, Ho vinto)

Il buon oratore si forma in compagnia

Propongo la traduzione del brano di Quintiliano in cui si spiegano le ragioni per le quali il futuro oratore deve studiare in compagnia e non da solo.

quintiliano1

Quintiliano

Prima di tutto il futuro oratore, che deve vivere in mezzo a una grandissima folla e sotto gli sguardi di tutti nella vita pubblica, si abitui fin da bambino a non aver soggezione della gente e a non diventare pallido, per così dire, all’ombra di una vita solitaria. Bisogna sempre spronare ed innalzare la mente, che in una solitudine di quel genere o langue o al contrario si gonfia di una vuota presunzione: è inevitabile infatti che attribuisca troppo a se stesso colui che non si confronta con nessuno. Quello stesso senso cosiddetto comune, dove (lo) imparerà, se si sarà appartato dalla vita associata, che è naturale non solo per gli uomini, ma anche per gli animali muti? Aggiungi il fatto che a casa può imparare solo quelle cose che verranno insegnate a lui personalmente, mentre a scuola anche quelle cose che (verranno insegnate) ad altri.

quintiliano2

Quintiliano

Sentirà approvare ogni giorno molte cose, molte correggere, (gli) gioverà il rimprovero della pigrizia di qualche compagno, gli gioverà l’elogio dello zelo (di qualcun altro), lo spirito di emulazione sarà suscitato (in lui) dalla lode, reputerà vergognoso essere da meno di un suo pari, (reputerà) bello aver superato quelli più bravi (di lui). Tutti questi (stimoli) accendono gli animi, e sebbene l’ambizione sia di per sé un difetto, tuttavia spesso è motivo di virtù.

Annibale fugge

Pubblico qui la traduzione del testo proposto alla Quarta nell’ultimo compito in classe di latino.

tito livioSconfitto a Zama, Annibale fugge

Lelio e Massinissa, dopo avere inseguito per un certo tratto i cavalieri respinti, girandosi piombarono alle spalle della schiera dei nemici. Quell’impeto dei cavalieri finalmente sbaragliò il nemico. Molti circondati furono uccisi in battaglia, molti sparsi in fuga in campo aperto tutt’intorno morirono qua e là poiché la cavalleria teneva tutto (occupava tutto lo spazio). Quel giorno furono uccisi più di 20000 cartaginesi e alleati; all’incirca pari numero furono catturati, con 132 insegne militari, 11 elefanti. Annibale dopo essere fuggito con pochi cavalieri in mezzo al tumulto si rifugiò ad Adrumeto e, dopo essersi rifugiato ad Adrumeto e, richiamato da là, essere ritornato a Cartagine 36 anni dopo esserne partito da ragazzino, confessò nella curia di essere stato sconfitto non solo in battaglia ma in guerra, e che la speranza della salvezza non doveva essere cercata altrove se non nella pace.

Lettere di Plinio… e altro

pliniojr

Plinio il Giovane

Per la Quinta, le lettere da leggere di Plinio il Giovane:

 

Ed ora i due video proposti (per la biografia e per le opere):

 

 

 

 

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: