Archive for dicembre 2017

Gli Atridi (seconda parte): Atreo e Tieste

Da Pelope ed Ippodamia nacquero diversi figli, tra i quali Atreo (il padre di Agamennone e Menelao) e Tieste (il padre di Egisto), le cui vicende si incrociano, dando luogo a un’unica storia travagliata di due fratelli.

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Tieste ed Erope

Atreo uccide il fratellastro Crisippo (nato da un precedente matrimonio di Pelope con una ninfa) e si rifugia insieme a Tieste a Micene, dove, morti il re Stenelo e suo figlio Euristeo, cominciano ben presto i contrasti fra i due fratelli. Entrambi, infatti, aspirano a regnare su Micene. Tieste propone che il regno sia di colui che possieda un vello d’oro e Atreo è ben felice di accettare in quanto sa di possedere una pecora dotata del vello; tuttavia, al momento di mostrarla, non trova la pecora. Ed ecco un nuovo motivo di contrasto fra Atreo e Tieste: la moglie di Atreo, Erope, divenuta nel frattempo l’amante di Tieste, ha regalato all’amato la pecora del marito.

Zeus vede l’inganno e decide di aiutare Atreo: inverte il corso del sole facendo sì che esso nasca ad occidente e tramonti ad oriente; Atreo chiede ai Micenei di poter salire al trono quando il sole fosse tramontato ad est e in questo modo ottiene il regno ed esilia Tieste. Questi, tuttavia, cerca di vendicarsi del fratello, convincendo Plistene (un figlio che Atreo aveva avuto dal suo primo matrimonio con Cleola e che non conosceva il padre) ad uccidere Atreo, il quale, però, scoperto l’intrigo, uccide Plistene e solo dopo apprende di avere ucciso suo figlio.

E’ quindi il momento di una nuova vendetta: Atreo deve punire Tieste perché gli ha fatto uccidere il figlio e lo fa scegliendo una modalità davvero tremenda: invita Tieste a Micene con i suoi tre figli; uccide tutta la sua prole e la offre in pasto al padre, raccontandogli solo successivamente la verità.

Atreo-Tieste

Atreo dà in pasto i figli a Tieste

Tieste scappa via da Micene e si stabilisce a Sicione, dove sua figlia Pelopia (l’unica scampata alla strage voluta da Atreo), era sacerdotessa di Atena. Un oracolo aveva predetto a Tieste che, se avesse avuto un rapporto incestuoso con la figlia, sarebbe nato colui che avrebbe ucciso Atreo.  Tieste allora violenta Pelopia senza farsi riconoscere e dall’unione nasce un figlio di nome Egisto, colui che effettivamente ucciderà Atreo e farà  sì che Tieste salga sul trono di Micene.

Come muore Atreo?

Pelopia, dopo avere avuto il figlio, concepito in seguito all’unione incestuosa col padre,  lo abbandona su un monte dove però questo viene salvato da alcuni pastori. Pelopia sposa Atreo, il quale fa cercare Egisto, convinto che fosse suo figlio, abbandonato dalla madre a causa della depressione post partum, e, dopo averlo ritrovato, lo alleva come un figlio. Quando poi Egisto è cresciuto (alcune fonti dicono però che avesse solo sette anni)  Atreo manda Agamennone e Menelao a cercare Tieste, affinché possa ucciderlo e riconquistare il regno di Micene. Tieste fu condotto da Atreo, ed Egisto obbedisce alla richiesta di quest’ultimo di uccidere Tieste nel sonno, ma, mentre sta per colpirlo, Tieste  si sveglia e riconosce la spada che la figlia Pelopia gli aveva portato via la notte dello stupro. Egisto gli dice di averla avuta dalla madre e Tieste capisce che Egisto è il figlio nato dall’unione incestuosa: gli chiede pertanto di chiamare Pelopia e rivela ad entrambi la verità. Pelopia, sconvolta, si uccide con quella stessa spada ed Egisto con quella spada uccide Atreo e rimette al trono di Micene Tieste.

Che fine fa Tieste?

Tornato sul trono di Micene, Innanzitutto manda in esilio Agamennone e Menelao per impedire loro di contendergli il regno. Essi si rifugiano a Sparta da Tindaro, il quale muove con loro guerra a Micene ed impone a Tieste un esilio per sempre. Tieste si stabilisce a Citera e da allora non si sa più niente di lui. Egisto, invece, va in esilio presso il re della Focide Strofio, ne sposa una figlia, ma l’abbandona ben presto, per tornare a Micene e compiere la vendetta che gli cova sempre dentro.

Ma questo è un altro capitolo della saga, quello che vedrà coinvolti Agamennone,  Menelao ed Egisto.

 

 

 

 

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Gli Atridi (prima parte): Tantalo e Pelope

Ecco il racconto degli episodi più importanti della vita di  Tantalo e Pelope, i progenitori degli Atridi a cui ho dedicato un primo post il 18 novembre



 

Anche chi è a digiuno di mitologia greca avrà sicuramente sentito pronunciare nella vita quotidiana, in relazione ad un impegno faticoso che sembra non avere mai fine, persino quando sembra arrivato il momento buono, l’espressione “Il supplizio di Tantalo”. 

tantalo

Il supplizio di Tantalo

Bene:  è da qui che parto.

Il Tantalo a cui si allude è proprio il figlio di Zeus che, in unione con la sposa Dione, generò Niobe e Pelope. Non proprio dio, ma neppure solamente uomo, spesso Tantalo frequentava gli dei, dai quali era ben accolto nell’Olimpo; fatto, questo, che lo inorgoglì non poco, al punto da spingerlo a sfidare gli immortali con numerosi atti riprovevoli ai quali, naturalmente, non poté che seguire una punizione divina esemplare.

Quali i misfatti di Tantalo? Per esempio riferiva ai mortali ciò che aveva sentito dire agli dei Immortali; obbligava il figlio Pelope a rubare il nettare e l’ambrosia divini per darli ai mortali; per mettere alla prova l’onniscienza degli dei, inoltre, uccise il figlio Pelope e, dopo avere fatto a pezzi le sue membra, le offrì in pasto agli dei. Questi ultimi, accortisi dell’inganno, non mangiarono le carni, fatta eccezione per Demetra che ne assaggiò la spalla. Ermes, poi, riportò alla vita Pelope e gli dei gli fornirono una spalla in avorio in sostituzione di quella che Demetra aveva mangiato. Ben presto, però, Pelope fu cacciato dall’Olimpo e rimandato sulla terra, perché gli dei si accorsero che Tantalo lo obbligava a rubare il nettare.

Per tutti i suoi atti malvagi, Tantalo fu punito dagli dei a soffrire eternamente la fame e la sete e, a questo scopo, fu collocato in un luogo pieno di acqua e frutti che, non appena lui si avvicinava, immediatamente si ritraevano.

Tornato sulla terra, Pelope sposò Ippodamia, la figlia del re Enomao di Elide, che il padre aveva promesso a chi lo avesse battuto nella corsa dei cocchi. E Pelope vinse grazie a due cavalli che gli erano stati regalati da Posidone e all’intervento di Ippodamia, la quale, nel vederlo, si era innamorata di lui ancor prima prima della gara e aveva fatto sì che l’auriga del padre danneggiasse il suo carro.

Pelope e Ippodamia

Da Pelope deriva il nome del Peloponneso, che egli conquistò quasi interamente.

Dal matrimonio con Ippodamia, il mito racconta che siano nati a Pelope sei tra figlie e figli, i più noti dei quali furono Atreo (il padre degli Atridi Agamennone e Menelao ) e Tieste.

Ma di Atreo e dei suoi rapporti col fratello Tieste parlerò un’altra volta.

 

 

 

 

Da La Repubblica di Genova

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Il breve articolo dedicato da La Repubblica di Genova ad uno dei due workshop (oggetto: il blog nella didattica delle materie classiche) che ho tenuto presso il liceo Mazzini il 29 novembre scorso.

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