L’ultimo canto dei cigni – Platone

Per la Quarta, la traduzione del brano assegnato all’ultimo compito in classe di greco:

platone3Platone: L’ultimo canto dei cigni

I cigni, quando si rendono conto di dover morire, pur cantando anche precedentemente, in quel momento cantano di più e meglio, poiché si rallegrano del fatto che s’accingono a ritornare dal dio del quale sono seguaci. Ma gli uomini, a causa della loro paura della morte, s’ingannano riguardo ai cigni e affermano che essi cantano a causa della sofferenza, lamentandosi della morte, e non comprendono che nessun uccello canta quando ha fame o ha freddo o soffre per qualche altro dolore, sia esso usignolo, rondine o upupa, i quali si dice che cantino lamentandosi per il dolore. Ma né questi mi sembra che cantino perché soffrono, né i cigni, ma io credo (che lo facciano), perché sono (seguaci) di Apollo, e sono indovini e, avendo previsto tutti i beni che si trovano nell’Ade, cantano e si rallegrano in quel giorno in modo diverso rispetto al tempo precedente.

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