Dal De otio di Seneca

Pubblico per la Quinta la traduzione del brano di Seneca (De otio VII) proposto all’ultimo compito in classe.

Seneca

Seneca

Inoltre, tre sono i generi di vita, tra i quali si è soliti indagare quale sia il migliore: uno è dedicato al piacere, l’altro alla contemplazione, il terzo all’azione. Abbandonata la contesa, deposto l’odio implacabile  che abbiamo dichiarato a coloro che seguono vie diverse, vediamo che  tutte queste cose, (sia pure) sotto diverso titolo, giungano allo stesso risultato: non quello che approva il piacere è senza contemplazione, né quello che si dedica alla contemplazione è senza piacere, né chi conduce una vita destinata all’agire è senza contemplazione.  “ma c’è una bella differenza” dici “se  una cosa sia lo scopo o l’aggiunta di un secondo fine”. Ammesso ci sia una grande differenza, tuttavia l’uno non c’è senza l’altro: quello non si applica senza agire, né quello agisce senza contemplazione, né il terzo, sul quale noi abbiamo condiviso un pessimo giudizio, approva un piacere inattivo ma quello che con raziocinio rende stabile a se stesso: così anche questa scuola dedita al piacere è anche nell’agire. Perché non potrebbe essere, quando lo stesso Epicuro dice che una volta rinuncerà al piacere e si accosterà al dolore? Dove mira questo discorso? Affinché diventi manifesto che a tutti piace la contemplazione; altri la cercano, per noi questa (è) un luogo, non un approdo.

Testo latino

Seneca

Seneca

Praeterea tria genera sunt vitae, inter quae quod sit optimum quaeri solet: unum voluptati vacat, alterum contemplationi, tertium actioni. Primum, deposita contentione  depositoque odio quod inplacabile diversa sequentibus indiximus, videamus ut haec omnia ad idem sub alio atque alio titulo perveniant: nec ille qui voluptatem probat sine contemplatione est, nec ille qui contemplationi inseruit sine voluptate est, nec ille cuius vita actionibus destinata est sine contemplatione est. “Plurimum” inquis “discriminis est utrum aliqua res propositum sit an propositi alterius accession”. Sit sane grande discrimen, tamen alterum sine altero non est: nec ille sine actione contemplatur, nec hic sine contemplatione agit, nec ille tertius, de quo male existimare consensimus, voluptatem inertem probat sed eam quam ratione efficit firmam sibi; ita et haec ipsa voluptaria secta1 in actu est. Quidni in actu sit, cum ipse dicat Epicurus aliquando se recessurum a voluptate, dolorem etiam adpetiturum? (…). Quo pertinet haec dicere? ut appareat contemplationem placere omnibus; alii petunt illam, nobis haec statio, non portus est.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: