Archive for 21 gennaio 2013

Greco: prima classe aggettivi

videoPropongo alla Quarta un video dedicato agli aggettivi greci appartenenti alla prima classe.

Visto che io proporrò domani mattina la lezione sugli aggettivi, gli alunni e le alunne possono cominciare a vedere il video anticipatamente: potranno così capire più rapidamente (si spera) la lezione in classe ed esporre fin da subito le (eventuali)  proprie difficoltà.

P.S. Immagino che vi possano sfuggire alcuni errori commessi dalla professoressa relativamente agli accenti (per es.), ma chi li notasse… spero che le perdonà le sviste 🙂

La gratitudine – Isocrate

Isocrate

Isocrate

Propongo qui due traduzioni del brano di Isocrate ( A Demonico, 26-27) assegnato oggi alla Terza come compito in classe. Si tratta di una traduzione abbastanza letterale e di una traduzione  “artistica” fatta da Giacomo Leopardi.

Traduzione letterale:

Ama ciò che hai, ma cerca il meglio. Non rimproverare a nessuno la sua disgrazia: la sorte è uguale per tutti e il futuro incerto. Fai del bene ai buoni: la riconoscenza dovuta da parte degli uomini dabbene è un bel tesoro. Facendo invece del bene ai cattivi, sopporterai la stessa cosa che capita a coloro che danno da mangiare ai cani degli altri: essi infatti abbaiano contro coloro che danno loro (del cibo) come contro chi capita casualmente, così i cattivi fanno del male sia a chi fa loro del bene sia a chi li rovina. Odia gli adulatori come gli ingannatori: l’uno e l’altro, infatti, fanno del male, se creduti, a chi si fida di loro. Se accoglierai tra gli amici coloro che concedono i propri favori per un fine spregevolissimo, non avrai nella vita chi si fa odiare per un fine ottimo. Sii socievole e non superbo: la superbia delle persone sprezzanti a stento la sopporterebbero persino gli schiavi, mentre il comportamento delle persone socievoli tutti volentieri lo accettano.

Giacomo Leopardi:

Abbiti per lieto e pago della tua condizione: tuttavia cerca di vantaggiarti. Non rimproverare a persona del mondo una sua mala ventura; perché la fortuna è comune e l’avvenire incerto. Fa beneficio ai buoni. Perocché se un uomo da bene ci ha obbligo di un servigio, egli è come avere un bel capitale riposto. A giovare ai malvagi, t’interverrà come a quelli che danno mangiare ai cani altrui, perché questi abbaiano non meno a chi porge loro che agli altri, e i malvagi fanno parimente ingiuria a chi gli benefica e a chi gli offende. Non altrimenti abbi in odio chi ti adula che chi t’inganna, perché gli uni e gli altri, se tu li credi, ti nocciono. Se tu accarezzerai quegli amici che ti gratificheranno in cose cattive e brutte, tu non ne avrai di quelli che per fin di bene si mettano a pericolo di venirti in odio. Nel conversare dimostrati umano e trattabile, che è cosa che piace a tutti; non duro, non disdegnoso, che non lo possono patire appena gli schiavi.

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