Archive for giugno 2012

Primo giorno di colloqui

Oggi abbiamo rotto il ghiaccio con i colloqui.

Martina, Marta, Thomas, Carolina e Luca hanno finito e, finalmente, da oggi  possono riposare tranquillamente. Ora potrebbero dare dei consigli agli altri e, nel caso, rassicurarli o prepararli col racconto della loro esperienza.

Mi piacerebbe che raccontassero il loro esame per come lo hanno vissuto sulla propria pelle.  Sarebbe interessante per me, ma, immagino, anche per i compagni e le compagne che devono ancora affrontarne la fatica.

 

 

Esposti i risultati degli scritti

Mentre scrivo, immagino che siate già a conoscenza dei risultati delle prove scritte. Così come immagino che alcuni di voi siano scontenti ed altri, a sorpresa, più soddisfatti del previsto. L’esame è così: a volte si fa meglio del solito, a volte peggio.

Se volete, scrivete pure i vostri commenti nella sezione dedicata all’esame (dove ho scritto per voi anche qualcos’altro).

Domani è il primo giorno dei colloqui: mi raccomando! venite tranquilli (e riposati)

Domani sera vi sentirete comunque molto più leggeri  🙂

Terza prova ed altro

Terza prova – Urlo di Homer

E con la Terza Prova di oggi si è conclusa la parte dell’esame di stato dedicata alle prove scritte. Ora resta solo da raccogliere le ultime energie per un ripasso finale di tutte le materie, finalizzato al colloquio che si svolgerà secondo il calendario a voi già noto.

Domani comincerà la correzione delle tre prove e proseguirà fino a mercoledì.

I risultati saranno pubblicati, in rispetto dell’ordinanza ministreriale n. 41, il giorno prima del colloquio (e cioé 24 ore prima: alle 8.00 circa di venerdì).

Recita l’ordinanza:

Il punteggio attribuito a ciascuna prova scritta è pubblicato, per tutti i candidati di ciascuna classe (ivi compresi i candidati in situazione di DSA che abbiano sostenuto prove orali sostitutive delle prove in lingua straniera) nell’albo dell’istituto sede della commissione d’esame un giorno prima della data fissata per l’inizio dello svolgimento dei colloqui. Vanno esclusi dal computo le domeniche e i giorni festivi intermedi.

Saranno pubblicati, quindi, i punteggi di CIASCUNA prova (ma della terza prova sarà pubblicata la media dei punteggi riportati nelle cinque materie).

Nuove dall’esame

Nella sezione dedicata

trovate alcune news

successive alla riunione di oggi

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Un commento alla versione di Aristotele

Aristotele

Per conforto, dal Corriere della Sera (su segnalazione di Paolo V.):

Che il brano fosse di Aristotele era prevedibile, pur tra timori e tremori, e scongiuri, ma la scelta del brano è, perlomeno, sorprendente. Aristotele è un autore che già si traduce poco, e non certo dal De partibus animalium, opera molto frequentata nel Medioevo ma poi relegata a interessi specifici, quasi settoriali; non foss’altro perché a scuola, sempre in lotta col tempo, con la spada di Damocle del programma «da finire», a qualcosa si deve pur rinunciare, e il De partibus animalium è, nell’economia scolastica generale, tra le opere rinunciabili.

Viene da chiedersi se chi ha scelto (a proposito, chi l’ha scelto?) quest’opera, e questo passo, si sia reso conto delle oggettive e profonde difficoltà di fronte alle quali si sono sicuramente trovati gli studenti, e quale sia il télos (lo scopo), aristotelicamente parlando, di tale proposta.

La sintassi del brano è decisamente complessa, e oppone fin dall’inizio una teoria di subordinate inanellate lungo una similitudine (katháperoúto) asimmetrica, in cui il «come» si riferisce all’infinito (eipein) della riga successiva e viene poi spiegato (tra parentesi) in forma di discorso indiretto; e così via, passando per copiosi participi congiunti, temporali, genitivi assoluti, interrogative indirette, fino al periodo che occupa le ultime due righe, correlato al precedente, in cui tutto è sottinteso, e il lessico si fa, se possibile, ancora più tecnico.

Ed è proprio il (paventato) lessico ostico, rigorosamente filosofico, ad avere di certo reso improba agli studenti l’impresa di dipanare la matassa sintattica; su tutto svetta un articolo () sostantivato prima con un avverbio e poi con un complemento di fine, nemmeno espresso da un sostantivo bensì dal pronome più indefinito che esista (tinos). Insomma: un passo che sicuramente Heidegger avrebbe molto amato, perché anche qui si pone la profonda, vertiginosa questione della «ousia», dell’essenza: cioè ciò per cui una cosa è quel che è; ma che pure Boezio esitava nel tradurre, oscillando tra i termini essentia e substantia. Figuriamoci i nostri poveri studenti… E lo dico con manzoniana, piena sympátheia.

Franca Gusmini
Liceo Classico «Tito Livio», Milano

 

Non era facile

Anche la seconda prova è andata. Non era facile, è vero: Aristotele non è mai facile.

Tuttavia spero che abbiate capito il senso nel suo complesso.

Vi metto a disposizione (nel caso ancora non l’aveste cercata e trovata) una traduzione un po’ libera, comparsa in internet stamattina, di buon mattino, nel sito STUDENTI.IT:

Non si deve dunque nutrire un infantile disgusto verso lo studio dei viventi più umili: in tutte le realtà naturali v’è qualcosa di meraviglioso. E come Eraclito, a quanto si racconta, parlò a quegli stranieri che desideravano rendergli visita, ma che una volta entrati, ristavano vedendo che si scaldava presso la stufa di cucina (li invitò ad entrare senza esitare : «anche qui — disse — vi sono dèi»), così occorre affrontare senza disgusto l’indagine su ognuno degli animali, giacché in tutti v’è qualcosa di naturale e di bello. Non infatti il caso, ma la finalità è presente nelle opere della natura, e massimamente: e il fine in vista del quale esse sono state costituite o si sono formate, occupa la regione del bello. Se poi qualcuno ritenesse indegna l’osservazione degli altri animali, nello stesso modo dovrebbe giudicare anche quella di se stesso; non è infatti senza grande disgusto che si vede di che cosa sia costituito il genere umano: sangue, carni, ossa, vene, e simili parti. Similmente occorre ritenere che quando si discute intorno a una parte o a un oggetto qualsiasi non si richiama l’attenzione sulla materia né si discute in funzione di essa, bensì della forma totale: si parla, per esempio, di una casa, ma non dei mattoni, della calce, del legno; e allo stesso modo – quando si tratta della natura – si parla della totalità sintetica della cosa stessa, non di quelle parti che non si danno mai separate dalla cosa stessa cui appartengono.

E questo è il testo greco:

‘La prima prova è andata

Eugenio Montale

Giusto per ricordo (per chi ha sostenuto l’esame) e per appagare la curiosità (di chi invece dovrà sostenere l’esame i prossimi anni) pubblico le tracce proposte dal Ministero per la Prima Prova dell’esame di Maturità che si è svolta oggi.

Tipologia A – Analisi del testo
Eugenio Montale, “Ammazzare il tempo

Comprensione del testo

Riassumi tesi e argomenti principali del testo

Analisi del testo
1 – Quali sono i problemi risolvibili secondo Montale
2 – Spiega il significato che Montale attribuisce all’espressione “Ammazzare il tempo”
3 – Perché si accrescono i “bisogni inutili” e si inventano “nuovi tipi di lavoro inutile”?
4 – Noti nel testo la presenza dell’ironia? Argomenta la tua risposta
5 – Esponi le tue osservazioni in un commento personale di sufficiente ampiezza

Interpretazione complessiva ed approfondimenti
Sulla base dell’analisi condotta, ricerca la “visione del mondo” espressa nel testo e approfondisci la ricerca con opportuni collegamenti ad altri testi di Montale. Alternativamente soffermati sul grado di attualità/inattualità dei ragionamenti sul lavoro e sul tempo

Tipologia B – Ambito Artistico-letterario
Il labirinto

Foto:
P.Picasso, Minotauromachia, 1935
J.Pollock, Pasiphae, 1943
M.C. Escher, Relatività, 1953

Brani:
Ludovico Ariosto, Orlando furioso, Canto dodicesimo, Ottave 7-12
Jorge Luis Borges, L’immortale, in L’Aleph
Italo Calvino, Le città invisibili
Umberto Eco, Il nome della rosa

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