Archive for giugno 2011

Due aforismi

Per chi è solito affidarsi alla “fortuna” nei momenti importanti della vita, e non all’impegno e alla responsabilità, due aforismi (spero) utili in questa fase finale dell’esame.

Certamente, però, gioveranno anche a chi non deve sostenere l’esame.

 

  •  Agli stupidi non capita mai di pensare che il merito e la buona sorte sono strettamente correlati. (Johann Wolfgang von Goethe)

 

  • Nessuno è nato sotto una cattiva stella; ci sono semmai uomini che guardano male il cielo. (Dalai Lama)

 

 

Sono graditi i commenti.

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Quali e quante?

Siamo arrivati alla terza e penultima prova d’esame; ora resta solo il colloquio.

Mentre gli studenti e le studentesse della “mia” commissione rispondevano ai loro quesiti, mi sono chiesta se anche i miei alunni fossero alle prese con la loro prova o se aspettassero il secondo turno per incominciare… quali materie sarebbero state inserite, quali quesiti… semplici? difficili?

Ora che avete finito, mi farebbe piacere avere le risposte.

Mi piacerebbe anche conoscere il vostro calendario d’esame e le vostre tesine. Chiedo troppo? 🙂

Se volete, mandatemi tesine e percorsi. Li conserverò “per ricordo”.

E due… la seconda prova è andata

Tanto atteso (e desiderato, da alcuni), tanto temuto da altri, spero che  Seneca non vi abbia fatto penare e che siate riusciti tutti a tradurre il brano che vi è stato proposto.

Vi propongo una riflessione comparsa su Corrieredellasera.it a firma di FRANCA GUSMINI

Seneca

Un bel condensato dello stile e
del pensiero senecani

Nella lettera a Lucilio, il prezioso insegnamento dei classici: è la virtù, non il potere, a regalarci la libertà

Il Seneca tanto auspicato ha fatto la sua epifania sul web in tempo reale (alle 8.23) anche quest’anno. Si tratta del Seneca più letto, quello delle splendide Lettere a Lucilio; l’epistola scelta, la numero 74 (10-13), è paradigmatica del suo stile «nervoso», «drammatico»: frasi brevi, uso copioso dell’anafora, il participio futuro «assoluto» dal verbo sum (abitura), per «concentrare il massimo di significato nel minimo di parole» (Traina); e infine quel «tu», ch’è sì il narratario Lucilio, ma soprattutto Seneca stesso, e i lettori reali, cioè noi, che mai abbiamo smesso di amarlo. Nessuna difficoltà, dunque, neppure per quella litote del pronome negativo (nihil non), anch’essa peculiarità stilistica, che intensifica l’affermazione e, «sommandosi all’anafora, […] traduce l’ebbrezza intellettuale del sapiens che trionfa del tempo nel pensiero» (Traina).

Insomma, il brano proposto è un bel condensato dello stile e del pensiero senecani, con i quali tutti gli studenti del liceo classico hanno sicura familiarità. Così, è forse superfluo ricordare l’adesione di Seneca alla filosofia stoica, di cui egli è il più grande esponente romano; come lo è parlare della sua vita tormentata, vissuta nell’estenuante tentativo di declinare la morale con la politica. Quanto scrive a Lucilio, è frutto della sua esperienza diretta, viene dal fallimento di questo tentativo; la realtà è che virtù e potere sono ossimorici. Seneca ne prende atto, dolorosamente, e alla fine rinuncia all’enorme potere, di cui pure godeva, per tentare di raggiungere quella «vetta», oltre la quale non est locus, e sulla quale ci attende l’umiltà e la libertà di essere noi stessi. Un’altra lezione preziosa che ci viene dai classici, dalla cultura: che non si mangia, è vero, ma rende liberi.

23 giugno 2011

Sempre “per ricordo”, questo è il file che contiene il brano in latino. Immagino che abbiate già avuto modo di cercare  e di leggere le traduzioni.

Come è andata la vostra traduzione?

Per la seconda prova

Inutile dirvi che per prepararvi alla seconda prova di domani (la traduzione dal latino) ciò che serve oggi non è “tradurre qualcosa” questo pomeriggio e/o questa sera. Caso mai sarà opportuno rivedere la grammatica (i verbi – regolari ed irregolari – , i pronomi, i costrutti, e perché no i principali complementi), ma soprattutto può essere utile leggere (continuare a farlo, se lo si è già fatto), in traduzione italiana, i brani degli autori presenti nella vostra antologia.

Quali autori? Io non faccio pronostici, naturalmente, ma Tacito, Seneca,  e in genere gli autori che avete studiato quest’anno, li rileggerei. Tuttavia non trascurerei neppure Cicerone.

Se poi vi verrà proposto un testo di un altro autore, beh, avrà sicuramente la sua utilità avere letto comunque tante cose.

Ricordate infine di:

  • leggere più volte il testo (non è mai tempo sprecato: ogni volta che si legge si capisce qualcosa di più)
  • individuare i periodi e, soprattutto se questi sono molto lunghi, le proposizioni di cui sono composti;
  • pensare che un congiuntivo ha sempre una sua “ragione d’essere”
  • tradurre in una forma espressiva “decorosa”

So che ce la farete!!  🙂

Prima prova – C e D

TIPOLOGIA C – TEMA DI ARGOMENTO STORICO

Lo storico Eric J. Hobsbawm definisce Secolo breve gli anni che vanno dall’esplosione della prima guerra mondiale fino al collasso dell’URSS. A suo giudizio, “la struttura del Secolo breve appare come quella di un trittico o di un sandwich storico. A un’Età della catastrofe, che va dal 1914 sino ai postumi della seconda guerra mondiale, hanno fatto seguito una trentina d’anni di straordinaria crescita economica e di trasformazione sociale, che probabilmente hanno modificato la società umana più profondamente di qualunque altro periodo di analoga brevità. Guardando indietro, quegli anni possono essere considerati come una specie di Età dell’oro, e così furono visti non appena giunsero al termine all’inizio degli anni ’70. L’ultima parte del secolo è stata una nuova epoca di decomposizione, di incertezza e di crisi – e addirittura, per larghe parti del mondo come l’Africa, l’ex URSS e le ex nazioni socialiste dell’Europa orientale, un’Età di catastrofe”.
Il candidato valuti criticamente la periodizzazione proposta da Hobsbawm e si soffermi sugli eventi che a suo parere caratterizzano gli anni ’70 del Novecento.

TIPOLOGIA D – TEMA DI ORDINE GENERALE

«Nel futuro ognuno sarà famoso al mondo per quindici minuti».
Il candidato, prendendo spunto da questa “previsione” di Andy Warhol, analizzi il valore assegnato alla “fama” (effimera o meno) nella società odierna e rifletta sul concetto di “fama” proposto dall’industria televisiva (Reality e Talent show) o diffuso dai social media (Twitter, Facebook, YouTube, Weblog, ecc.).

Prima prova – B – SAGGIO BREVE (ambito tecnico scientifico)

TIPOLOGIA B: ( AMBITO TECNICO – SCIENTIFICO)

ARGOMENTO: Enrico Fermi, fisico.

«Due dati ci permettono di valutare l’importanza del campo di ricerca aperto da Enrico Fermi con il suo lavoro. Il primo riguarda i premi Nobel, una misura rozza ma efficace dell’importanza di un determinato settore della ricerca scientifica e dei progressi in esso conseguiti: più di dieci Nobel per la fisica sono stati attribuiti a scoperte relative alle interazioni deboli. Se Fermi non avesse ottenuto il Nobel per le sue ricerche sui neutroni ne avrebbe ben meritato uno per la scoperta delle interazioni deboli. Una seconda valutazione dell’importanza della scoperta di Enrico Fermi si può dedurre dal fatto che oltre la metà degli esperimenti attualmente in corso o in preparazione con acceleratori di particelle — al CERN di Ginevra, al Fermilab di Chicago, a Stanford come a Frascati come a Tsukuba in Giappone o a Novosibirsk in Russia — sono dedicati a studiare vari aspetti delle interazioni deboli. La stessa prevalenza degli studi sulle interazioni deboli si riscontra nei programmi sperimentali dei grandi laboratori sotterranei, come quello italiano del Gran Sasso, quello giapponese di Kamioka, ed altri ancora nel Canada e negli Stati Uniti. La teoria di Fermi delle interazioni deboli è ormai confluita nella più generale teoria delle particelle elementari che va sotto il nome di “Modello Standard”. […] È però importante ricordare che la teoria di Fermi mantiene ancora oggi il suo valore, sia per la validità delle soluzioni proposte sia come stimolo per una serie di ricerche che hanno impegnato i fisici per quasi settant’anni, e che ancora li impegneranno nei decenni a venire. In questa teoria si riflette la grandezza di Fermi, la firma di un grande maestro.»

Nicola CABIBBO, Le interazioni deboli, in Carlo BERNARDINI – Luisa BONOLIS (a cura di), Conoscere Fermi nel centenario della nascita 29 settembre 1901 – 2001, Editrice Compositori, Bologna 2001

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Prima prova – B – SAGGIO BREVE (ambito storico politico)

TIPOLOGIA B: SAGGIO BREVE ( AMBITO STORICO – POLITICO)

ARGOMENTO: Destra e Sinistra.

DOCUMENTI

«Se mi si concede che il criterio rilevante per distinguere la destra e la sinistra è il diverso atteggiamento rispetto all’ideale dell’eguaglianza, e il criterio rilevante per distinguere l’ala moderata e quella estremista, tanto nella destra quanto nella sinistra, è il diverso atteggiamento rispetto alla libertà, si può ripartire schematicamente lo spettro in cui si collocano dottrine e movimenti politici, in queste quattro parti: a) all’estrema sinistra stanno i movimenti insieme egualitari e autoritari, di cui l’esempio storico più importante, tanto da essere diventato un’astratta categoria applicabile, ed effettivamente applicata, a periodi e situazioni storiche diverse è il giacobinismo; b) al centro-sinistra, dottrine e movimenti insieme egualitari e libertari, per i quali potremmo oggi usare l’espressione «socialismo liberale», per comprendervi tutti i partiti socialdemocratici, pur nelle loro diverse prassi politiche; c) al centro-destra, dottrine e movimenti insieme libertari e inegualitari, entro cui rientrano i partiti conservatori, che si distinguono dalle destre reazionarie per la loro fedeltà al metodo democratico, ma, rispetto all’ideale dell’eguaglianza, si attestano e si arrestano sull’eguaglianza di fronte alla legge, che implica unicamente il dovere da parte del giudice di applicare imparzialmente la legge; d) all’estrema destra, dottrine e movimenti antiliberali e antiegualitari, di cui credo sia superfluo indicare esempi storici ben noti come il fascismo e il nazismo.»

Norberto BOBBIO, Destra e sinistra. Ragioni e significati di una distinzione politica, Donzelli editore, Roma 1994

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